N. 14 del 25 aprile 2009
 

Questo mese di attività politico - istituzionale, è stato segnato dal tragico evento del terremoto in Abruzzo che ha, per qualche giorno, spostato l'attenzione della gente e l'impegno dei partiti e delle istituzioni sulla catastrofe umanitaria.

Per una che come me è nata e vissuta nelle Marche, l'evento "terremoto" sta nel Dna. Dai racconti di mio padre bambino che rappresentava il terrore del terremoto del 1930 nella città di Senigallia, al sisma del '97, che ho vissuto da Presidente del Consiglio Regionale delle Marche, accompagnando il dovere istituzionale della vicinanza ai nostri corregionali, alla pietas che sempre è presente quando avvengono questi eventi.

Ho quindi vissuto con particolare partecipazione quanto veniva riferito dai mezzi di comunicazione sulla situazione abruzzese, dove peraltro, durante la mia esperienza politica nella segreteria DS in qualità di responsabile degli enti Locali, tante volte ero stata, e dove avevo conosciuto tante persone.

Non sono stati comunque tralasciati gli impegni che la quotidiana vita di Commissione e di Aula del Senato riservava.

In particolare prima di Pasqua ho avuto l'onore e l'onere di essere relatrice in Commissione Difesa dell'atto di Governo n. 65.

Il provvedimento riguardava l'acquisto degli aerei Joint Strike Fighter, cioè dell'acquisto di 131 cacciabombardieri di 5 generazione, caccia d'attacco in grado di portare anche ordigni atomici, progettati e prodotti da un Consorzio internazionale guidato dagli Stati Uniti e dalla gran Bretagna.

Su questo argomento sono intervenuta pubblicamente con un mio articolo su Europa e un'intervista su Rinascita.

In realtà noi senatori del PD abbiamo scelto di non entrare nel merito dell'opportunità o meno dell'acquisto di questi aerei in riferimento alla loro funzione.

Abbiamo piuttosto ritenuto che fosse utile oggi, di fronte a una grande crisi economica, parlare della mancanza dei pre-requisiti minimi per consentire che si proseguisse in questa impresa.

Già oggi infatti, il costo di questa operazione sarebbe per la spesa pubblica di 13 miliardi di Euro e il rientro in posti di lavoro per la nostra industria assai discutibile rispetto la portata numerica dei lavoratori eventualmente occupati.

Non è un caso peraltro che proprio in questi giorni la Norvegia, anch'esso Stato partecipe del Consorzio internazionale abbia sospeso fino al 2012 la sua partecipazione al programma JSF.

Noi PD non abbiamo quindi votato positivamente l'atto scegliendo di non partecipare al voto. L'atto comunque è stato approvato con i soli voti del Pdl.

Un altro impegno oneroso e secondo me positivo per i risultati finali ottenuti, è quello che si è concluso in Aula lo scorso mercoledì con il voto unitario su un Ordine del Giorno per il ripristino delle risorse in favore dello sminamento umanitario che ho sostenuto con un mio intervento in aula ( audiovideo - testo).

Avevo presentato, come prima firmataria, una mozione sottoscritta da altri 68 colleghi del nostro Gruppo che ha avuto la funzione di sollecitare analogo impegno nel Pdl e Idv.

La discussione è stata quindi unificata e siamo riusciti a trasformare le nostre mozioni in un Ordine del Giorno unitario, approvato all'unanimità.

In questi giorni si celebrava infatti, il decennale della firma della Convenzione di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona e sempre in questi giorni si è celebrata la quarta giornata internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine sul sostegno della mine action delle Nazioni Unite.

Il compito di chi ricopre un ruolo di rappresentanza nelle istituzioni come noi, eletti al Senato, non è solo quello di celebrare con parole avvenimenti così significativi, ma piuttosto quello di rendere coerente e concreta l'adesione che il nostro Paese ha dato a questo trattato ormai molti anni fa.

Poiché nella Finanziaria dell'anno scorso il Governo aveva annullato i finanziamenti al Fondo per lo sminamento umanitario, tutto il nostro impegno è dunque andato per cercare di rendere coerente l'azione dell'Italia su un fronte così importante e delicato.

Nell'Ordine del Giorno abbiamo poi richiesto che si ratificasse in tempi brevi il trattato di Oslo, permettendo all'Italia di essere tra i primi trenta Paesi che consentiranno l'entrata in vigore di questo trattato, che mette al bando le cluster bomb ed abbiamo sollecitato il Governo ad una azione di diplomazia internazionale, dalle Istituzioni Europee all'ONU, perché i Paesi che non hanno ancora sottoscritto i due trattati di Ottawa e Oslo ( Stati Uniti, Cina India Russia Pakistan ecc) finalmente lo sottoscrivano.

Le altre iniziative e gli incontri a cui ho partecipato in queste settimane, sono elencate nel mio sito web.

Chiudo questa newsletter formulando a tutti i migliori auguri per il

25 Aprile -Festa della Liberazione
e per
il Primo Maggio - Festa del Lavoro

I soliti squallidi tentativi, nei giorni che precedono la Festa della Liberazione, di sminuire l'eroica lotta partigiana devono essere smascherati senza incertezze. Il nostro Presidente della Repubblica lo ha detto con grande chiarezza. La nostra bella Costituzione Repubblicana, baluardo a difesa della democrazia italiana, è il frutto di quella lotta che ha visto combattere e morire insieme partigiani di tutte le fedi politiche, militari delle varie armi e semplici cittadini, coraggiosi e risoluti nel dire basta alle atrocità degli aguzzini tedeschi e dei loro aiutanti in camicia nera.


La documentazione testuale e audiovisiva di tutti gli interventi sempre reperibile nel sito web

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