MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/E03B4689/ONOREVOLISENATORI.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" ONOREVOLI COLLEGHI

 

 

DISEGNO DI LEGGE<= /o:p>

 

d’i= niziativa dei senatori S. Amati, Iovene,= Baio Dossi, Bassoli, Bellini, Bianco, Bobba, Bruno, Calvi, Di Siena, Donati, Emprin Gilardini, Ferrante, Filippi, Finocchiaro, V. Franco, Gaggio Giuli= ani, Galardi, Giannini, Livi Bacci, Magistrelli, Mele, Mongello, Pegorer, Pellegatta, Piglionica, Pignedoli, Pisa, Rame, Ranieri, Rossa, Serafini, Silvestri, Tonini, Villecco Calipari e Vitali

 

comunicato = alla presidenza il 5 Luglio 2007

 

Inizia= tive e manifestazioni per la celebrazione del sessantesimo=

anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

 

 

 

RELAZIONE

 

Onorevoli Senatori ! ̵= 2; L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con risoluzione 217 A (III), il 10 = dicembre 1948 adottava e proclamava la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. La Dichiarazione universale e` il primo atto internazionale contenente, nei suoi trenta articoli, un elenco organico di diritti fondamentali. Essa e` all’origine del diritto internazionale dei diritti umani, costituito da convenzioni giuridiche le quali, richiamando espressamente = la Dichiarazione universale, la promuovono al rango di «fonte delle fonti» del nuovo diritto panumano. Nell’incipit del suo preambolo, e` proclamato che «il riconoscimento della dignita` inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della liberta` , del= la giustizia e della pace nel mondo». Nella Dichiarazione sono enuncia= ti, oltre ai diritti civili e politici, anche i diritti economici e sociali, = alla luce del principio della loro interdipendenza e indivisibilita`. Nella Dichiarazione universale figura un articolo di portata strategica, l’articolo 28, che definisce il concetto di «pace» part= endo dai diritti fondamentali della persona: «Ogni individuo ha diritto = ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le liberta` enunciati in questa Dichiarazione possano esse= re pienamente realizzati». il concetto di «pace positiva», intesa non soltanto come assenza di guerra, ma soprattutto come azioni di cooperazione e di solidarieta` da realizzare, senza soluzione di continui= ta` , dalla citta` e dal villaggio fino al mondo. La Dichiarazione universale addita «l’insegnamento e l’educazione» quale strada maestra per il rispetto dei diritti umani. A sessant’a= nni dalla proclamazione della Dichiarazione universale, la realta` istituzion= ale dei diritti umani internazionalmente riconosciuti risulta organizzata in = un «sistema universale», gestito dalle Nazioni Unite, e in «sistemi regionali», gestiti nella sfera operativa di organizzazioni regionali quali il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione degli Stati americani, l’Unione africana, la Lega degli Stati ar= abi.

Questi sistemi operano sul= la base del «nuovo» diritto internazionale, che ha radici nella prima parte della Carta delle Nazioni Unite e le cui fonti principali sono costituite, oltre che dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Dichiarazione universale, dai due Patti internazionali del 1966, dalle successive convenzioni giuridiche a raggio di operativita` mondiale (tra le quali qu= elle contro la discriminazione razziale, contro la discriminazione nei riguardi delle donne, contro la tortura, sui diritti dei bambini, per l’abolizione della pena di morte), dalla Convenzione europea sui di= ritti umani del 1950, dall’analoga Convenzione interamericana del 1979, d= alla Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli dei 1986, nonche´ dalle convenzioni giuridiche regionali riguardanti categori= e di diritti o di persone particolarmente vulnerabili.

La complessa normativa sopranazionale dei diritti umani e` monitorata da una rete di appositi organismi di tutela sia giuridica sia politica dei diritti umani. Con rag= gio di operativita` mondiale si segnalano in particolare il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, i Comitati indipendenti delle Nazioni Unite preposti a controllare l’applicazione delle convenzioni internazion= ali, i tribunali penali internazionali per la ex Jugoslavia e il Rwanda, la Corte penale internazionale.

Sul pi= ano regionale sono in funzione: tre corti regionali dei diritti umani (europe= a, interamericana, africana); il Commissario per i diritti umani del Consigl= io d’Europa; l’Alto Commissario per i diritti delle minoranze dell’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa; il Comitato per i diritti umani della Lega araba. Operano inoltre capillarmente reti permanenti di monitora= ggio e di osservazione delle organizzazioni non governative, nonche´ mig= liaia di « monitori » all’interno delle molteplici, ricorrenti operazioni internazionali di pace realizzate dalle Nazioni Unite e da alt= re istituzioni internazionali.

Quanto sta avvenendo sia n= el sistema universale sia nei sistemi regionali dei diritti umani e` ancora scarsamente conosciuto. La celebrazione del sessantesimo anniversario del= la Dichiarazione universale,

previs= ta dalla presente proposta di legge, si pone l’obietti= vo di utilizzare la ricorrenza di questo evento fondamentale nella storia de= lla comunita` internazionale per stimolare una riflessione approfondita e un esame dello stato attuale della promozione e della protezione dei diritti umani nel mondo, per favorire ulteriori progressi nel riconoscimento e ne= lla tutela di questi diritti e per intensificare l’informazione e l’educazione in questo campo. Culmine della celebrazione sara` la giornata del 10 dicembre 2008, giorno della ricorrenza dell’adozione della Dichiarazione universale.

A tutti i Governi viene chiesto di identificare o di creare le opportu= ne strutture e di predisporre programmi nazionali che assicurino il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, dei Parlamenti, delle istituz= ioni accademiche e culturali, degli enti locali e regionali, delle scuole e de= lla societa` civile nel suo insieme.

Per quanto concerne il nos= tro Paese, occorre promuovere al piu` presto i provvedimenti necessari per do= tare la celebrazione di un’adeguata struttura, di uno specifico programm= a e dei necessari mezzi finanziari.

Il Ministro competente e` = quello per i diritti e le pari opportunita` , il quale agisce di concerto con i Ministri degli affari esteri e della pubblica istruzione. Il Ministro per i diritti e le pari opportunita` istituisce il «Comitato nazionale per le celebrazioni del sessantesimo anniversar= io della Dichiarazione universale dei dritti dell’uomo», del qua= le fanno parte, oltre ai rappresentanti degli altri Ministeri interessati, a= nche i rappresentanti dei due rami dei Parlamento, = degli enti di governo locale e regionale, in particolare del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, delle universi= ta` che hanno istituito centri specializzati sui diritti umani e corsi di lau= rea in materia, delle organizzazioni sindacali e delle organizzazioni non governative.

Per quanto concerne il programma, spetta al Comitato stesso elaborare un ampio e articolato progetto, rispondente all’obiettivo della celebrazione. Le finalita` sono essenzialmente quelle di:

a) promuovere la conoscenza della Dichiarazione universale e = del diritto internazionale dei diritti umani nelle scuole di ogni ordine e gr= ado e nella pubblica amministrazione;

b) promuovere l’insegnamento dei diritti umani a tutti i livelli educativi;

c) contribuire a una maggiore consapevolezza pubblica delle q= uestioni relative ai diritti umani, attraverso attivita` quali l’informazion= e, l’educazione, la formazione e la ricerca;

d) promuovere la ratifica delle convenzioni internazionali sui diritti umani alle quali l’Italia non ha provveduto a dare esecuzio= ne;

e) sostenere la creazione e lo sviluppo di istituzioni nazion= ali indipendenti per la promozione e la protezione dei diritti umani;

f) promuovere un attento esame dello stato di attuazione in Italia delle norme internazionali in materia di diritti umani.

In aggiunta alle cerimonie ufficiali il programma comportera` dunque: attivita` di formazione e di educazione; produzione e diffusione di materiale informativo e scientific= o; progetti congiunti con le istituzioni delle Nazioni Unite operanti in Ita= lia aventi attinenza con i diritti umani; esame e promozione di possibili progressi nel nostro Paese, quali, ad esempio, ratifiche di accordi internazionali ancora non resi esecutivi, rafforzamen= to dell’insegnamento dei diritti umani nelle scuole e nelle universita= `; appositi programmi sui mezzi di informazione, in particolare per quanto riguarda il servizio pubblico radiotelevisivo; raccordo con le organizzaz= ioni non governative operanti nei diversi settori dei diritti umani; attivita` pubblicistiche attraverso i mezzi di informazione e di comunicazione. Al = fine di assicurare lo svolgimento delle attivita` e dei servizi connessi alla celebrazione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale= dei diritti dell’uomo, che si svolgera` nel = 2008, e` prevista la spesa di 500.000 euro per l’anno 2007 e di 1.500.000 euro per l’anno 2008. Il Comitato, non appena sara` formalmente costituito, deliberera` un programma articolato delle iniziative e delle manifestazioni di celebrazione della ricorrenza.

Le spese per il funzioname= nto del Comitato sono state contenute a vantaggio delle spese per la realizzazione degli interventi.

 

 

 

 

 

PROPOSTA DI LEGGE<= /o:p>

 

 

 

 

 

ART. 1

(Iniziative e manifestazioni per la celebrazione del sessantesimo

anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo )

 

1. La promozione e il coordinamento delle iniziative e delle manifestazioni per la celebrazione della ricorrenza, nell’anno 2008, del sessantesimo anniversario del= la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in conformita` alle risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sono affid= ati a un Comitato da istituire con decreto del Ministro per i diritti e le pa= ri opportunita` , di seguito denominato « Comitato ». Il Comitato puo` avvalersi dell’assistenza del Dipartimento del cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio dei ministri nonche´ di uffici pubblici competenti per le relazioni internazionali.

2. Per le attivita` relati= ve alla celebrazione, il Comitato e` posto sotto la presidenza onoraria del Ministro per i diritti e le pari opportunita` ed e` composto da un rappresentante del Ministero degli affari este= ri, da un rappresentante del Ministero della pubblica istruzione, da due membri = di ciascun ramo del Parlamento designati dalle competenti Commissioni parlamentari, nonche´ da rappresentanti degli enti di governo local= e e regionale, delle universita` che dispongono di centri specializzati sui diritti umani o di corsi di laurea in materia, delle confederazioni sinda= cali e delle organizzazioni non governative.

3. Le principali finalita` delle attivita` del Comitato sono le seguenti:

a) promuovere la conoscenza della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del diritto internazionale dei diritti umani ne= lle scuole di ogni ordine e grado e nella pubblica amministrazione;

b) promuovere l’insegnamento dei diritti umani a tutti i livelli educativi;

c) contribuire a una maggiore consapevolezza pubblica delle questioni relative ai diritti umani attraverso attivita` quali l’informazione, l’educazione, la formazione e la ricerca;

d) promuovere iniziative volte ad agevolare la ratifica delle convenzioni internazionali sui diritti umani alle quali l’Italia no= n ha provveduto a dare esecuzione;

e) sostenere la creazione e lo sviluppo di istituzioni nazion= ali indipendenti per la promozione e la protezione dei diritti umani;

f) promuovere un attento esame dello stato di attuazione in Italia delle norme internazionali in materia di diritti umani.=

 

 

 

 

ART. 2.

(Oneri)

 

1. Per la realizzazione de= lle iniziative di cui all’articolo 1 e per il funzionamento del Comitat= o e del relativo ufficio di segreteria, ivi compresa l’eventuale corresponsione di rimborsi spese e di compensi=

nella<= /span> misura determinata dal Comitato stesso, e` autorizzata la spesa complessiva di 2.000.000 di euro, in ragione di 500.000 euro per l’anno 2007 e di 1.500.000 euro per l’anno 2008, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, che provvede= a erogare le somme occorrenti

median= te aperture di credito a favore del capo della segreteria.

2. Il rendiconto delle spe= se sostenute sulle aperture di credito di cui al comma 1 e` presentato, entro sei mesi dalla conclusione dell’attivita` , all’Ufficio centrale del bilancio del Ministero degli affari esteri= che ne cura l’inoltro alla Corte dei conti.

 

 

 

 

 

ART. 3.

(Coper= tura finanziaria)

 

1. All’onere derivan= te dall’attuazione della presente legge, pari a 500.000 euro per l’anno 2007 e a 1.500.000 euro per l’anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento<= /span>

iscrit= to, ai fini del bilancio triennale 2007- 2009, nell’am= bito dell’unita` previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’econom= ia e delle finanze per l’anno 2007, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli

affari= esteri.

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e` autorizzato ad apportare, con prop= ri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.=

 

 

 

ART. 4.

(entra= ta in vigore)

 

1. La presente legge entra= in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficia= le.